martedì, 27 marzo 2007
...e m'immagino l'immagine dell'urlo di Tardelli che fa il giro del mondo.Il mondo, rendendosi subito conto che di questa immagine nulla gliene importa ce la restituisce cosicchè ce la dobbiamo sorbire ogni volta che giuoca la nazionale. Non perdendosi d'animo Tardelli comincia a fare il giro del mondo urlando ed ogni nazione lo ignora come è dovuto,ma non qui in Italia dove riceve invece un caloroso applauso dal pubblico convenuto in ricordo del trionfoso mundiàl. Il tutto verrà approfondito quanto prima nell'appuntamento fisso "Le avventure di Tardelli" Approfitto invece del mio piccolo orticello ortografico  per smentire categoricamente le voci che parlano di una mia foto in barca con il Ministro Masterza e un transessuale. Non era assolutamente una barca, era un escavatore cingolato, le cui notevoli dimensioni, tra l'altro, ne limitano la fungibilità! Pertinente a ciò vi è una missiva del bambino Coroncina, 8 anni, dal Comune di Decollatura (CZ): "Decollano i miei sensi ogni qual volta impugno una macchina fotografica! Deh, con l'ano i miei sensi sono ancora in conflitto. Ma non è per questo che ti scrivo. Ho iniziato a fotografare i miei compagnucci quando si scambiano le rispettive merende e porto il tutto ai rispettivi genitori che mi pagano affinchè io tenga il tutto nascosto e non si sappia quanto poco eccellono nell'allestire le  merende. La cosa mi dà denaro, favori sessuali e potere. Dove sto sbagliando?"



Caro Coroncina, non sei tu che sbagli. E' nella natura umana infatti voler nascondere quello che si fa, soprattutto se ritenuto poco lecito agli occhi della morale condivisa. La gente infatti parla e l'agente ancor di più e si secca, come neve al sole, se viene fotografato mentre fa cose che i più vorrebbero fare ma non possono. E' lecito dunque pagare affinchè nulla venga portato alla luce e permanga puro e intatto di conseguenza l'ideale di un mondo totalmente ipocrita come quello in cui viviamo. Quindi, ti prego, continua con la tua passione ma vedi di non farti beccare o nel, caso, di farti beccare fotograndoti mentre ti beccano  ricattando poi quelli che ti hanno beccato dicendo "Adesso pagatemi subito o tutti sapranno che estorcevo denaro per non pubblicare foto come questa". Se funziona, oltre che redditizio, potrebbe anche essere divertente, secondo me.



VERSIONE E' TUTTA INTORNO A TE: scrive Coroncina, un piccolo fotografo che ruba foto e regala simpatia.
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domenica, 25 marzo 2007
L'eta palindroma della maggior età è l'ottantunesimo genetliaco, che rende l'anziano arzillo sgomento al pensier delle ottanta primavera già trascorse, e neanche una margherita in dono dall'amata Margherita. Amara vita, quindi, e ci si riverse, indossando le mani dietro la schiena, alla più vicina Tav ad integrarsi con i lavori in corso (ho ravvivato un gran premio delle moto altirmenti morto). Capita spesso al lavoratore indefesso delle cave di scoprire i resti di un anziano ancora in vita che, spolverato alla bisogna, dice a tono "Ma quelle gru lì ci vuole una patente speciale?". Siate pazienti con gli anziani ai lavori in corso, potrebbero insegnarvi più di quanto il vostro stomaco possa sopportare. A questo proposito mi scrive Anchise, da Troia, che in greco tradotto mi apostrofa "O di quel mendice cieco qual Edipo vai cantando! Sei tu forse il Gigi d'Alessio della camorra dei carodiari? Beh, poco men cale... o stolto! O una prece domande da porci, come dicevano a Itaca. Sovente mi sovvien di assistere ai lavori in corso in quel di Costantinopoli Est. Noto ognor presenza di uomini in giubba arancione, nel numero di dodici. 1 lavora e gli altri 11 lo guardano lavorare. Succede ance a te?"



Caro Anchise, figlio di Priamo,per non dirti peggio! Il tuo intervento giunge a fagiolo, come direbbe un maltagliato. Effettivamente anch'io noto spesso che gli uomini in giubba arancione tendono a formare una comunità in cui uno solo lavora, e gli altri parlottano, a volte preoccupati, a volte ilari, a volte imperscrutabili.

La domanda che mi pongo anch'io è "Perchè quello lì lavora? E' l'ultimo arrivato o è il capo, in una società segreta con le regole invertite rispetto alla società normale?" Ai lettori il dibattito, a me spetta un pasticcino al kiwi che mi fissa non lontano dalla postazione da cui scrivo



VERSIONE E' TUTTA INTORNO A TE: come mai durante i lavori in corso ci sono sempre 12 uomini con la giubba arancione, ma uno solo lavora e gli altri guardano?
postato da: DilloaPepi alle ore 14:38 | Permalink | commenti (3)
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giovedì, 22 marzo 2007
Non sai suonare uno strumento? I capelli che indossi non sono i tuoi? Balli solo dondolandoti in orizzontale dimenando le mani in modo tale da schioccare le dita per poi congiungere le mani in un ritmico clap clap asincrono? Fai da spalla a un bellone effeminato che tenterà la carriera di solista lasciandoti a una vita fatta di ricordi di colori sbiaditi e abiti luccicanti, sgualciti da ondate di musica ripetitiva? Allora o hai fatto parte di una band musicale negli anni 80 o sei uno di quei nostalgici che cerca ancora di convincere la compagnia ad andare nei locali con revival anni 80 (tantissimi a dire la verità) e provi un moto d'orgoglio quando il dj ti mette Enola Gay, un gollettino non basta più, ne voglio almeno 3 e son sicuro di vincere...
Facile dire banalità sugli anni 80, quindi perchè dovrei privarmi del piacere? A dire il vero, come dicono quelli che tengono i corsi, l'argomento anni 80 meriterebbe di per sè un carodiario a parte.
Il mio mito assoluto è il "chitarrista" dei Mordern Talking. Pur schiacciato dalla personalità effemminata del cantante voluttuoso, riesce a ritagliarsi il ruolo di eroe con gesti di incoraggiamento delle mani (pugno chiuso) quasi a dirci "Dai che ce la fai! Se ce l'ho fatta io che non so suonare nulla, neanche un campanello!!" Ma guardiamolo in azione e poi giudicate






Ci sono anche vette di poesia inarrivabile negli anni 80. Diana Est, per esempio, con la sua Tenax. Il testo della canzone è un tipico derivato dell'abuso di sostanze stupefacenti, ma viene accompagnato da un ritornello in lingua latina che ci lascia attoniti e ammirati allo stesso tempo, che poi è sempre lo stesso tempo, trattandosi di musica anni 80. Musica, maestra. Volume al massimo, perchè se non l'avete mai ascoltata vi cambierà la vita!

Ultimo aspetto da non dimenticare. Il look. Si passa dagli eccessi dei vestiti scintillanti e ambigui alla semplicità della tuta sporca di cipolla e friggione. Perchè l'immagine allora non era tutto! E neanche la musica! In pratica bastava andar lì e dire siamo artisti ci faccia fare un po' di successo che poi camperemo di rendita per trent'anni. Non che questo sia il caso di Mc Miker e Dj Sven. Da non perdere per ritrovare fiducia in se stessi...considerate che loro sono saliti su un palco!










VERSIONE E' TUTTA INTORNO A TE: ancora un revival! Sembra il palinsesto della Rai in Agosto questo carodiario, ormai!

postato da: DilloaPepi alle ore 23:09 | Permalink | commenti (4)
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martedì, 20 marzo 2007

Nuove frontiere per la tecnologia? Nuovi orizzonti digitali? Per noi, che apparteniamo alla gloriosa classe 1975, il problema non sussiste.  Nel nostro curriculum figurano Astroganga il robot ragioniere,l’Intellevision, Giancarlo Giardiniere e Baby.

In effetti… (e immaginate in sottofondo una musica nostalgica, quella che più vi piace)…la diretta dalla Cina è solo l’ennesimo esame di un corso universitario sulla tecnologia a cui mi sono iscritto appena nato e che frequento, con la tranquillità del ripetente, da circa  30 anni.  Lungi da me il definirmi nostalgico; tuttavia appartengo a una generazione cresciuta tenendo le pupille ben salde in direzione di schermi proiettanti cartoni animati di robot giapponesi. I bambini più alla moda si erano appassionati a Goldrake, Mazinga, Daitarn III… paladini con una missione ispirata da alti ideali e dotati di armi ultramoderne e immaginifiche quali l’alabarda spaziale, i raggi gamma o l’attacco all’olio solare. Il mio robot preferito era,viceversa, Astroganga. Detto così sembrerebbe tradire anche qualche origine milanese, adatto com’e’ a inserirsi in frasi tipo “Oè Astroganga, sta’minga’co’i’man’in’man! A lavurà, fiòl!”.  Il ricordo affettivo e quasi mitologico di questo robot mi ha accompagnato fino a quando i casi della vita, in età adulta, mi hanno offerto la possibilità di rivedere, con mentalità critica, il mio eroe in un’ottica completamente diversa. Non bisogna infatti deridere coloro che ci mettono in guarda dai danni che scaturiscono dal riguardare col senno di poi gli amori fanciulleschi: ne rimarremo giocoforza delusi, dicono. A posteriori, in effetti, Astroganga si è rivelato essere (e vi assicuro che non sto scherzando) l’unico robot al mondo privo di armi e che distrugge i nemici a calci e pugni, come i bulletti delle scuole medie. Di colore rosso e blu, col fisico da ragioniere, senza alcun appeal quindi che non fossero le parole e le grezze percosse. Mi sembra incredibile avere eletto questo robot a mito della mia infanzia. Capite? Neanche un arma! Un coltellino svizzero per esempio o un bastone acuminato. Nulla di nulla. Mentre gli altri sparavano i razzi megatronici. Ricordo nitidamente anche l’ultima puntata in cui il robot, forse per riscattarsi dallo squallore consapevole delle precedenti puntate, si sacrificava per salvare la vita di un bambino, morendo. Ricordo la mia tristezza, il mio sentirmi abbandonato, proprio mentre dal vicino giardinetto salivano festose le urla tracotanti dei miei amichetti che avevano appena assistito all’ennesima vittoria di Mazinga contro l’Incredibile Molosso. 


Se Astroganga ha scavato il fecondo solco, furono le prime consolle, unite ai pionieri computers da casa, a seminare in me i fausti semi portatori di tecnologia. L’Intellevision a cartucce, proiettato su un televisore (non credo sussistessero gli estremi per definirlo monitor)  a fosfori verdi a casa di un mio amico e il primo Vic 20, sempre a cartucce, con un unico gioco disponibile, il Casinò (non sarà mica un caso, dico oggi). Si trattava di un mondo agli albori, foriero di scoperte da venire. Tutto era lento, lentissimo… e ingiocabile, ma tutto sembrava essere a un passo dalla fantascienza. In questa direzione andava il Commodore 64, con i primi floppy disk e tonnellate di videogiochi palesemente piratati che si compravano in edicola a 7.900 lire (neanche 8.000) grazie a una rivista dal generico nome di Special Program che camuffava astutamente il nome originale dei software  per non pagare i diritti d’autore. Tra questi ricordo appunto Giancarlo il Giardiniere, buffo e indefesso lavoratore inseguito da cani spietati che lo perseguitavano nel suo tentativo tutto proletario di falciare  prati di facoltosi nababbi.



Proseguendo la passione è diventata maggiorenne, con l’acquisto di un primo PC da casa: un 386, le cui dimensioni rasentavano quelle di una lavastoviglie. Ricordo curiosamente un videogioco molto semplice: Baby, dove un neonato cadeva dall’alto di un palazzo e io, novello eroico pompiere, dovevo spostare il telone di salvataggio in orizzontale fino a portarlo in salvo tra le braccia dell’ansiosa madre. Tutto andò benone fino al giorno in cui io e mio fratello capimmo che il processore del Pc si poteva overclockare (termine inglese quasi intraducibile; un sinonimo potrebbe essere “potenziare”, ma meglio si attaglia l’immagine di un bambino che mette i cartoncini nei raggi della bicicletta per fare più rumore quando passa). Ovviamente non ci lasciammo sfuggire la possibilità di taroccare la nostra lavastoviglie. Quintuplicata d’incanto la velocità di elaborazione dati ecco che i bambini venivano sparati in rapida successione a velocità talmente folli da essere invisibili all’occhio umano. Ben presto alle ansiosi madre non toccò che raccogliere con cupa rassegnazione una macabra frittata, della quale a tutt’oggi mi sento in gran parte responsabile. Ringrazio quindi Manzotin che mi ha concesso la possibilità di esternare i miei sentimenti

VERSIONE E' TUTTA INTORNO A TE: un racconto breve (sarà mica estratto dal famoso romanzo?) si scontra contro una formattazione del testo che tirerà scemo l'autore prima o poi

postato da: DilloaPepi alle ore 20:01 | Permalink | commenti (5)
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domenica, 18 marzo 2007
irrompesse sulla tavola imbandita dei banditi italiani... ed è subito tavernello. Perchè non conta la qualità del vino, ma con chi lo si beve. Perchè non conta la conta nel nascondino, ma dove ci si nasconde. Venisse qualcuno a far tana libera tutti per i patimenti della domenica sera e ci regalasse un lunedì senza ansie e paure.  Momento troppo confuso della mia vita per poter  mettere su questo carodiario tutta la colla che sembra avvolgere il mio collo, il mio mento e la mia mente, che non mente. Meglio visitare altri caridiari nell'attesa che io ritrovi me stesso, esca dalla panchina in cui mi ha confinato l'allenatore e possa finalmente tornare a calcare i campi da gioco, dove verrò subito espulso perchè sferrerò un calcione a un difensore avversario, ma perchè difende, mi chiedo io? Siami mica in guerra.

Al momento le pulcinetteputride sono col computer rotto! Riusciranno a ripararlo? Per saperlo collegatevi subito al blog

http://lecarognette.splinder.com/

troverete un carodiario estremamente giovane, di quelli scritti in coabitazione, con folli avvenutre, eroticismi spinti e a volte contenuti, musica estremamente ballabile e soprattutto troverete la vincitrice della seconda edizione di chi vuol essere dilloapepi. La domanda da porle è "Chi siete? Cosa portate?" se lei risponderà "un pulcino" chiedete "putrido?" e vi sarà aperto. Non so cosa, ma vi sarà aperto.

Un po' di musica, per chiudere. Canta la Caddy.




postato da: DilloaPepi alle ore 21:24 | Permalink | commenti (5)
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giovedì, 15 marzo 2007
ansanti sul viale del tramonto.. tra monti tremendi tre menti si raccontano. E' Fedora a iniziare il racconto "Quando ero giovane io, non c'era mica la televisione con tutte ste donne con le tette di fuori." Fa eco Edimboldo "Quando ero giovane io non c'erano mica tutte ste donne con le tette di fuori". Chiosa infin Maria Cristina D'Amburgher "Quando ero giovane io non c'erano neanche i giovani"

Questo pensiero di Maria Cristina da solo annulla l'universo in cui vivono le tre menti tremanti e crea il nulla spazio-temporale facendo implodere su se stessa la materia in una palletta di una certa gravità . Questo mi ricorda quando a 3 anni vivevo momenti di sbigottimento in cui pensavo "Io sono io. Ma cosa vuol dire che sono io? Chi sono veramente io!?? E' incredibile che io sia io...che pensi, che muova le mie mani..." mentre i miei compagnucci nel frattempo in cortile si tiravano dei calci fortissimi sugli stinchi giocando e ridendo come dei matti e già pregustavano il gioco del dottore, agognanti di intubare più di una malata. Un'infanzia particolare la mia, da bambino compassato e mai fuori dalle righe. Vorrei avere una seconda chance per essere un bambino diverso e fare le seguenti cose che non ho fatto:



- un capriccio totalmente insensato finalizzato all'ottenimento di qualcosa che butto via dopo un giorno

- vincere una delle corse che facevo sotto il portico, all'uscita delle elementari, con i miei amici Matteo Bertolin, Omar Manzi, Riccardo Dalpane (sono sempre arrivato terzo o quarto - solo una volta secondo, ma forse ero dopato quel giorno) non si possono fare 5 anni di corse senza vincere mai!

- segnare un gol in una partita di calcio con i miei genitori che dicono "quello è mio figlio! quello è mio figlio!"

- venire espulso successivamente al mio gol perchè mi tolgo la maglietta e vado a insultare i genitori della squadra avversaria mentre i miei dicono "quello non è mio figlio! quello non è mio figlio!"

- farmi tranquillamente e con gran classe la cacca addosso all'asilo perchè tanto le maestre mi cambieranno con uno di quei pantaloni scozzesi che avevano di ricambio.

- mangiare tanto gelato da vomitare e sentirmi dire "Visto? Te l'avevamo detto!" invece di credere subito al fatto che mi avrebbe fatto male e evitare di mangiarlo e convincermi per il resto della vita che il gelato non mi piace.

- scappare di casa dalla finestra perchè sono in punizione

- finire in punizione (forse questo punto andrebbe prima dell'altro)

- battere una punizione e segnare aggirando la barriera

- venire espulso perchè dopo aver segnato sono andato a insultare i colleghi bambini in barriera

- ricevere un vagone di pacchetti di figurine tutte odorose, tutte di album diversi, tutte doppioni e lamentarmi perchè, che cavolo, sono tutti doppioni!

- esultare perchè trovo della cioccolata in frigo e cantare "la mia cioccolaaataaa...la mia cioccolaaaataaaa" e, all'ammonimento dei miei "Quella però si mangia dopo i pasti" mangiarla tutta in una volta e beccarmi una sberla, perchè se sarò ligio in quell'istante lo sarò per tutta la vita e Parigi val bene una sberla.

- correre in bicicletta giù per una discesa con i cartoncini che fanno rumore tra le ruote, scampanellando sulla mia vecchia Graziella verde fino a farmi scoppiare il cuore senza sapere che effettivamente c'e' il rischio che possa  scoppiarmi il cuore ed evitando in questo modo di farmi scoppiare il cuore solo per la paura di farmi scoppiare il cuore



...e non sarei più Pepi per sempre?.
postato da: DilloaPepi alle ore 18:49 | Permalink | commenti (5)
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venerdì, 09 marzo 2007
...e danzo, unica compagna una lacrima solcante il viso del mio malinconico mal essere, al rimembrar dei primi vinili, quando la musica era ancora muta e musa allo stesso tempo e i supporti discacei erano fatti di cerume sciolto e compattato da attivi artigiani indefessi. Fu poi l'industria dei CD a mettere in giro un cotton fioc che da solo spazzò via dapprima il cerume e poi il mercato dei 78 giri, lasciando i nostri grammofoni soli e disperati, a guardarci nell'angolino della casa ove un tempo furono regnanti. Inizio nostalgico viene da dire, ma è primavera, svegliatevi latrine, con gli intestini allegramente a regolàr (questa va canticchiata, altrimenti non ha senso).

Chiedo scusa all'ottima Pulcina Putrida che meriterebbe la recensione del suo carodiario, ma non sono ancora riuscito a dedicare il dovuto tempo alla lettura e quindi chi è causa del suo mal, peste lo colga. In questo caso mi si intubi affinchè possa almeno finire il postato odierno dell'amato/oliato carodiario

Oggi mi sentivo in vena di inventare una barzelletta perchè nessuna di quelle udite finora mi soddisfaceva. Facile lamentarsi senza mai essere propositivi, nella vita. Dopo ore e ore e ore di cogitazioni meditabonde ho finalmente partorito LA MIA PRIMA BARZELLETTA. Questo vuol dire che ne seguiranno altre? Intanto segue il testo della barzelletta:



Allo zoo

- Come si chiama il libro che raccoglie le più belle imprese compiute dalle scimmie?

- Il Guinness dei Primati



Seguano 3 minuti di silenzi attoniti e si indulga sul poveretto, che verosimilmente è incapace di intendere e di volere, ma soprattutto è incapace. Ma soprattutto, supponiamo che qualcuno abbia già inventato questa barzelletta! Io non ho avuto il coraggio di guardare su Google, ma se così fosse non ci sarebbe più speranza per l'umanità, in quanto tutto è già stato inventato e reso noto. Ai posteri l'hardware sentendo.



E' TUTTA INTORNO A TE: - Come si chiama il libro che raccoglie le più belle imprese compiute dalle scimmie? Il Guinness dei Primati





 
postato da: DilloaPepi alle ore 19:13 | Permalink | commenti (11)
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martedì, 06 marzo 2007
condividiti con noi, perchè mal comune Pippo Baudo. Agli arditi il compito  di capire il senso del precedente proverbione poichè i più veloci nella lettura sono già arrivati a un nuovo appuntamento fisso, ovvero



LA SAGA DEL SUGO DI CENE-RENT-ONLINE - episodio pilota



C'era una volta una ditta individuale, denominata Cene-rent-online, atto depositato in Camera di Commercio il 19/02/1996 con  codice ATECO 526321, ovvero "commercio effettuato a mezzo di distributori automatici di prodotti alimentari (somministrazione di alimenti e bevande)". A voi, piccoli lettori, il compito di scoprire i corrispondenti codici RAE E SAE. Cene-rent-online era situata in zona industriale, esattamente di fianco all'azienda Sorellastre SPA, che vendeva cuccume bacucche e carrube arrubate ed aveva conseguentemente un commercio piuttosto florido nel terziario avanzato. Sorellastre SPA non perdeva  mai l'occasione di deridere la neocostituita Cene-Rent-Online con cattiverie quali "Nessuno ti darà mai un appalto come si deve... poichè sei brutta e priva di rimanenze in magazzino...meglio faresti a darti la gogna e intraprendere come tutti l'attivitià di autotrasporto di merci per conto terzi, codice ATECO 6025". Ma Cene-Rent-Online non si scoraggiava, avendo deciso di dedicare la sua vita al catering per banchetti di gala, frequentati solo da nobili e sapeva di inseguire un ideale appunto troppo nobile perchè nessuno ascoltasse le sue preci, che ultimamente tra l'altro apparivano più scure del solito.

Per non farla lunga, figuratevi se le preci non le ascoltava la più classica delle fatine che fa pluff apparendo all'improvviso per  salvare Cene-Rent-Online dal rischio concreto dell'abbattimento del capitale sociale dovuto a perdite in bilancio, apparendole in sogno proprio la notte della chiusura del primo trimestre contabile "Cene-Rent-Online! La tua missione di sfamare nobili è talmente nobile che ho deciso di scomodarmi e di palesarmiti,a te."

"Grazie Fatina! Quanti pronomi personali usi! Sei bellissima!"

"Veramente sono un uomo. Comunque da questo momento ti aggiudichi l'appalto per la gestione del catering della Scala d Milano, un Teatro piuttosto in voga tra i nobili col monocolo, alcuni dei quali, tra l'altro, son parvenu(s)"

"Fantastico Fatina! Finalmente un sacco di vezzosi riccastri da sfamare! Questo consacrerà la mia anima e la mia vita stessa alla purezza!"

"Oddio, se la metti su questo piano...ad ogni modo ricordati di finire il tuo servizio prima di mezzanotte altrimenti..."

Ma Cene-Rent-Online era già scappata a preparare i sughi più gustosi che mente umana possa immaginare, tipo pomodoro e basilico, per dirvi la fantasia.

Arriva la gran sera - loggione in tumulto alla notizia che il tenore aveva steccato un dito perchè durante le prove generali l'attrezzista gli si era seduto sopra, fraintendendo il più classico dei "giochi di luci" richiesto dal tenore stesso. Gli intenditori presenti non avevano perdonato quella stecca, per cui, fieri del biglietto da 5000 euro che non avevano pagato, avevano reclamato a gran voce rispetto, in quanto solo grazie a loro la società marcia (e mi si scusi l'inversione verbale nessaria per produrre un amabile gioco di parole).

Cene-Rent-Online intanto aveva allestito il più bel banchetto che si possa immaginare, talmente vario e sofisticato che, per darvi un'idea, c'era anche il ragù. Davanti alla vista di tanto ben di Dio i nobili sciolsero le riserve e si diedero all'abboffo, motteggiando "Questo sugo è degno di minzione", con un amabile gioco di parole che si concludeva nella più classica delle latrine d'alto borgo. "Questa cosiddetta salsa di pomodoro è nettare degli dei" dicevano i più nettandosi il monocolo, appannato dall'emozione che scaturiva da un tal sugo. Diversi prìncipi, alle 23.45 principiarono a dire "Dov'e' Cene-Rent-Online? Ho un appalto da offrirle!" - "Dov'e' l'artefice di sughi così audaci? Ho da offrirle le chiavi del mio mondo!"...

Cene-Rent-Online nel frattempo, in preda all'euforia, faceva quattro salti in padella. Uno scrosciante applauso, accompagnato dal battere ritmico di monocoli tra di loro, la destò dal suo sogno a occhi aperti... eccola uscire nel tripudio alle 23.55 con un nuovo pentolone. "Questo è il mio esperimento più audace... un sugo fatto con aglio, olio e peperoncino" "Fantastico" fecero stupiti i nobili "il tuo oltraggio alla cucina tradizionale è degno del volo degli Argonauti e dell'suono ovattato delle sfere celesti non udibile a orecchio umano", dicevano in coro i ghiottoni (e immaginate che coro!). "Proprio cos..." fece Cene-Rent-Online, interrotta proprio in quel momento da dodici cupi rintocchi della campana. Una voglia irrefrenabile di fare la scarpetta si impadronì di lei... la sciagurata cominciò vorace a frantumar pane nei piatti dei nobili sbigottiti che colpiti dalla volgarità della scena sbottarono "Questo comportamento è degno d'un animale"... Le parole non giunsero mai all'orecchio di  Cene-Rent-Online, ormai schiava della scarpetta e con il sugo nelle orecchie. La poverina, resasi improvvisamente conto di quel che aveva combinato, cominciò a fuggire verso le colline, inseguita da vituperi quali "Non lavorerai mai più per sfamare i nobili! Tale privilegio ti sia interdetto a vita!"

Scappando tra le lacrime Cene-Rent-Online lasciò cadere  un pezzo di pane mezzo smangiucchiato a terra. Fu il principe Emanuele Filibusto a raccoglierlo... dopo averlo osservato a lungo disse ai suoi amici nobili "ci pensi il servizio di pulizia a raccogliere questa merda, noi si vada ad assumere droghe di qualità purissima, visto che possiamo permettercelo".

E vissero tutti felici e contenti (i nobili)



VERSIONE E' TUTTA INTORNO A TE: un'altra fiaba per i piccini con un finale educativo. La saga del sugo di una principessa è solo pretesto per affrontare un tema che sta cuore a tutti i noi: le condizioni di vita disagiate dei nobili.
postato da: DilloaPepi alle ore 19:24 | Permalink | commenti (4)
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sabato, 03 marzo 2007
Quando nacqui! Sembra ieri...me lo ricordo quel giorno perchè c'era sciopero dei nascituri e io aderii, viste le legittime richieste portate avanti dalla controparte sindacale rappresentata dal bambino Cofferantolo, che ora non rispolvero per non annoiarvi anche perchè è arrivato il momento della



FAVOLA DELL'ORRORE PRIMAVERILE



In una nota finanziaria bolognese sen giva ben bello l'impiegato Pepi, impiegato male se vogliamo dirla tutta. Era fine mese e tutti i praticoni d'Italia volevano fare pratiche su pratiche, per guadagnar dobloni e portare le fidanzatine a bere una cosa. Si riuniva in quei giorni anche il Consiglio D'Amministrazione aziendale, per discutere del nulla e mangiar pasticcini, ma per farlo doveva avere istruttorie di credito chilometriche con le quali nettarsi la bocca e, all'occorrenza, il culo. La scivolata sul volgare è purtroppo dovuta al fatto che proprio Pepi era uso occuparsi di tali istruttorie... ma non ritorneremo sull'argomento avendo già parlato di questo nel racconto dell'orrore natalizio.

L'altro protagonista di questo racconto è un noto ex arbitro dei campionati di calcio italiani, che la fortuna vuole essere anche agente mandatario della finanziaria in questione. Avete presente quando dicono alla TV "L'arbitro Calonaci della sezione di Trebbiascimmie, che nella vita fa l'assicuratore?" ecco! La professione dell'anonimo arbitro antagonista di Pepi è invece "mandare pratiche" che l'esitante Pepi esita. Non dirò il nome del succitato cornutone, ma vi basti sapere che in diverse occasioni negò evidenti rigori alla squadra del Bologna e molti ne diede agli avversari. Il Pepi ben si guardava dal farsi influenzare dalle personali emozioni ed ecco che il 20 febbraio scriveva una mail all'arbitro cornutone dicendo "Carissimo! Proprio bella la pratica che mandi ma... ti secca integrare il tutto con un bilancio più aggiornato che mandiamo tutto in firma?" ricevendo risposta alcuna, o un assordante silenzio, come dicono i giornalisti quando vogliono scrivere qualcosa di sensazionale. Ecco che Pepi, preso da altre mille aziende da valutare e altri amici da sbaciucchiare si dimentica dell'amico arbitro e della risposta che questi doveva inviare. E' l'alba del primo di Marzo quando il soave Pepi viene al medesimo tempo assalito da un Responsabile Commerciale, da un Responsabile MArketing e da un Product Manager che mordendogli braccia, nasoe e faccia elegandolo per i piedi gli urlano "E' inammissibile! Ancora nessuna risposta per l'arbitro di cui sopra!". Piccola postilla...non sono 3 sinonimi di cui stiamo parlando, sono 3 figure dirigenziali che fanno lo stesso lavoro e non si dividono lo stipendio per 3,anzi se lo moltiplicano. Mentre gli vengono urticate le gote con sapone bollente il fiero Pepi flebile annunzia "Guardate che la pratica è sospesa per una richiesta di integrazioni! Ecco! Vedete la mail?". "La vediamo" urlano in coro i tre "Hai la ricevuta di ritorno che attesti che lui l'abbia letta?" chiedono ansimando e urinando sulle gambe di Pepi, per delimitare il territorio "No" fa Pepi "mai fatto in vita mia di richiedere la ricevuta di ritorno" "Assassino! Sei peggio di Hitler! " fanno quelli "E' tutta colpa tua, perchè sicuramente lui, l'angelico arbitro, non l'ha ricevuta e tu non ti sei interessato di richiamarlo nei giorni successivi". Nel loro immaginario probabilmente Pepi è una libellula che vola di fiore in fiore a suggere il nettare, con nulla da fare talmente privo di impegni lavorativi che neanche va a sollecitare le pratiche che ha già lavorato per una richiesta che ha già fatto. Sia chiara una cosa. Pepi ha lavorato al CED della sua azienda e conosce il server di posta. Se non ha messo la ricevuta di ritorno è perchè SA che non serve a stabilire SE qualcuno ha ricevuto la mail ma solo a stabilire QUANDO. Uno strumento per gli ansiosi. Se il messaggio non arriva a destinazione semplicemente torna al mittente con mancata destinazione. Mentre sta per aprire bocca Pepi viene placcato da 4 delle sue 12 responsabili che cantano in coro, senza stonature "Pepi sbagliò senza meno! Egli è da biasimare! Ma ora rimedierà completando quest'istruttoria da 2 milioni di euro nei ritagli di tempo, tra una pratica del Consiglio e l'altra. Egli deve. Ma soprattutto nessun conflitto tra noi e product managers, mangiamo di questi tarallucci e beviamo di questo vino. Nonostante Pepi potrebbe aver ragione, meglio non irritarci tra noi. Siamo due facce della stessa medaglia, due " cinguettano deliziose. Pepi, che la sa lunga, l'istruttoria l'aveva già fatta prima di richiedere il bilancino e quindi flebile flatula "MA il bilancino comuqnue non è arrivato!" ed ecco i product managers tra vaffa e sbuffi procurarselo dall'arbitro in questione.

Allorchè Pepi prende il suo malloppino e manda tutto in firma dal Capo Supremo Onnipotente dell'Azienda, poichè solo lui può deliberare, solo lui ha potere, sua è la terra e tutto ciò che contiene, esclusa l'orribile prostituta di Babilonia, che si giace col serpente. Nel frattempo, non pago, il noto ex arbitro con una mail rivolta a tutto il mondo dice, pressapoco "Gentilissimo Pepi, lei mi fa delle richieste superflue visto lo standing dell'azienda, la finanziaria per cui Lei lavora ha un sistema di posta ridiccolo che non funziona, io non ricevo nulla, per giorni e giorni mi lamento con i product managers che voglio l'esito e non sanno cosa dirmi, poi arriva lei, dopo 10 giorni, e mi chiede perfino un bilancino e io che sono stoico glielo fornisco e adesso ESIGO l'esito in giornata. Non tollero tolleranze. Cordiali saluti, un pirla". Pepi, pur chiedendosi cosa significa non tollero tolleranze,  in un momento realizza che se reagisce verrà espulso dal severo arbitro e la sua squadra giocherà in 10. In fondo alla mail l'arbitro allega un messaggio fintissimo (non c'era neanche il destinatario) in cui un ipotetico CED avvertiva che ci sarebbero stati problemi nella ricezione della posta (il messaggio era comunque successivo di 6 ore a quello inviato dal Pepi) chiudendo così la disputa agli occhi di tutti, essendo la sua perentoria accusa appunto indirizzata praticamente a tutti i vertici aziendali Leasing. Due postille per i meno attenti... se avesse davvero sollecitato la pratica nei giorni precedenti il Pepi l'avrebbe saputo, perchè sarebbe  stato morso dal Product Manager ben prima, dato che questo è il ruolo che compete al dirigente. Seconda cosa da notare, quando qualcuno esige l'esito è sottinteso che esige l'esito positivo?. Ben più cruenti sono i racconti dell'orrore quando Pepi osa dare subito un esito, ma negativo. Sta di fatto che se non ha ricevuto la mail del piccolo Pepi certo non poteva neppure sapere dell'esito positivo che veniva preannunciato nella medesimo :)  Ma di questo immagino avremo occasione di parlare più avanti.

Pepi coi lacrimoni va da una delle sue 43 responsabili e dice "Possiamo rispondere a tono a questo insieme di falsità? Tanto la pratica è già in firma!" e lei "Certo, basta però che lo fai tu". Pepi ci pensa su e capisce dove sta l'inganno e come un bravo ciuchino non risponde va a far pressioni per avere le firme dovute . Nulla ancora e quindi torna, un po' col magone, un po' con l'ansia, un po' con la nausea, a farsi insultare per altre pratiche. Ecco però che una delle sue 214 responsabili decide di andare a fare la posta in Segreteria e riesce (fortunata? predestinata?)  finalmente ad avere il malloppone firmato. Tornando tutta fiera e soddisfatta dice al ciuchino Pepi "Sai? Ho le firme. Mentre le prendevo ho incontrato il Responsabile Marketing, il Responsabile Commerciale, il Project Manager che si sono scusati con me e si sono congratulati per la velocità con cui FACCIAMO le istruttorie."E cosi finisce la storia.I miei responsaibli e i dirigenti leasing  Si ritrovarono tutti in Sala consiglio e vissero felici e contenti. Tutti tranne il ciuchino Pepi, che ormai c'ha un fegato grosso cuscì e non dura mica tanto di questo passo



VERSIONE E' TUTTA INTORNO A TE: il prolisso Pepi al solito ci racconta un orrore aziendale dal suo punto di vista. Quando sentiremo anche  altre campane?
postato da: DilloaPepi alle ore 14:41 | Permalink | commenti (6)
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venerdì, 02 marzo 2007
come recitava quella bella canzone di una volta, ora non ricordo quale, ma faceva pressapoco seventyfour/seventifive e non ho mai capito la barretta tra i numeri come si canta.



Purtroppo periodo di Consigli di Amministrazione in Azienda quindi impossibile anche solo ipotizzare di avere pensieri faceti o voglia di motteggiare. Siccome mi si dice essere in corso una nota kermesse musicale e non si può non parlarne, altrimenti sarebbe il carodiario della serva, ecco che contribuisco con un esibizione di Beppe Grillo al Festival Di Sanremo del 1989. A presto per nuove incredibili banalità.





postato da: DilloaPepi alle ore 08:16 | Permalink | commenti (4)
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