mercoledì, 28 febbraio 2007

Quando ero piccino gli autobus erano verdi. Salendo a bordo si veniva accolti da una foresta di suoni incomprensibili quali “Brisa” “Dimondi” “Andeva” ”Medegh” … socchiudendo  gli occhi ci si poteva perdere nell’afrore dell’essenza allora più in voga, un misto di tortellini e mortadella trasformato in “par-fum par-lo’ e par-lazdoura”. Allo stesso tempo era anche un po’ come frequentare una scuola di dialetto bolognese, quella che le varie riforme scolastiche hanno sempre osteggiato con pervicacia.


Oggi gli autobus sono di color arancione, hanno un monitor perennemente nero con il sistema operativo che cerca stoicamente di riavviarsi  e accolgono il bolognese temerario con fonemi ormai divenuti familiari quali “Szeb!” “Allah akbar!” e “Zhang Wenjing!”. In questa babele di obliteranti, permane imperterrita la signora Criticona: occhi azzurri, con un’età indefinibile tra gli 80 e i 130 anni, cliente abituale del bus numero 13, amante di tutti i mezzi di trasporto pubblici pieni di pendolari che devono per forza prendere quella vettura per andare a lavorare o arriveranno in ritardo. Non chiedetevi perché una signora presumibilmente pensionata prenda proprio quell’autobus, pieno all’inverosimile, e non quello successivo, completamente vuoto. Sappiate però che dovrete cederle il posto se volete evitare una filippica su “i giovani d’oggi che non hanno più rispetto per nulla”, indipendentemente dalla vostra età. Uno dei numeri più richiesti a questa signora è “lamentarsi del sindaco”. Recentemente la città ha visto l’avvento di un sindaco non di sinistra, il simpatico Guazzaloca, sul cui buffo cognome troppo inchiostro è già stato versato. La non riconferma di questo sindaco ha costituito motivo di totale gioia e rigenerazione per la signora Criticona. Ogni mattina, stile Terminator, inquadra un incauto sprovveduto e lo abborda con un dialogo più o meno di questo tenore


 


“Lo sa? Lo sa?” – butta l’amo la Criticona


“Come scusi?” – dice il lavoratore, svegliandosi dal suo sonno in piedi, stile cavallo


“Lo sa, dico?” – incalza lei come un martello pneumatico


“Cosa,scusi?” – con raffinata educazione, il lavorator ribatte


“Qui una volta…c’era uno di quei clubs del Guazzaloca!” propone lei maliziosa


“Ah,sì?” – con finto interesse il malcapitato


“Eh! Sì…sa? E c’era anche un cartello,sa?! Con scritto “La mia Bologna”. Se lo ricorda?” – fa lei complice


“Mi pare di ricordare..” sorridendo il lavoratore, spaventato perché non capisce dove il tutto andrà a parare


“E lo sa perché adesso non c’e’ più quel cartello?” fa lei pregustando…


Momento di silenzio. Tutti i frequentatori abituali del bus (che sanno in anticipo la risposta) si girano all’unisono per gustarsi la scena. Il malcapitato cerca aiuto con le sopracciglia tra quelli che lo circondano, catapultato in un istante in un incubo stile interrogazione di matematica al liceo. Gli astanti non possono certo suggerire, temendo ritorsioni della Criticona su se stessi e sulle successive 6 generazioni di prole a venire. Il malcapitato, sudante e confuso, non può che sussurrare un flebile “No,come mai?”, con un sorriso da circostanza.



La Criticona, raggiante in volto, urlicchiando le parole accompagnate da un magistrale e poderoso gesto dell’ombrello, esclama  “Perché non è più la suaaaaaaaa!!!!!”, facendo roteare gli occhi in senso antiorario. Soddisfatta dell’esibizione, si volta fulminea individuando una donna incinta cui chiede fermamente di cedere  il posto, perché “Ho una certa età,sa?”.  L’autobus continua così il suo viaggio, pieno di sogni, speranze e odori mai uditi








VERSIONE E' TUTTA INTORNO A TE: si pubblica un frammento di un libro cui nessun editore ha voluto dare fiducia.
postato da: DilloaPepi alle ore 00:43 | Permalink | commenti (5)
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giovedì, 22 febbraio 2007
Proprio così! La redazione ha ricevuto migliaia di telefonate di giovani che avevano sbagliato numero e numerosi pacchi bomba sono deflagrati nella casella postale del buonumore, tutti recanti in scimmia una sola parola: quiz! quiz! quiz!. Ecco quindi che torna puntuale il secondo appuntamento con la settimana enigmistica dell'arguzia, meglio nota come Chi vuol esser Dilloapepi? Ricordo le semplici regole:

a) Per partecipare al quiz bisogna essere nudi, ma è consentito indossare un calzino.

b) Bisogna postare la soluzione nei commenti. Il primo che la posta vince. In caso di pari soluzione vince chi la posta per primo. In caso di soluzione in contemporanea vince chi ha urlato più forte. In caso di ulteriore parità, c'e' un torneo di sumo

c) il premio in palio è una recensione del carodiario del vincitore o in alternativa dei generici punti-pepi.

Al solito indizi progressivi, se nessuno indovina nelle prime 24 ore verrà svelato un abbinamento numero-lettera e così nei secoli dei secoli. Trattasi della più classica delle linotipie a chiave, o aneddoto cifrato, non ricordo mai. Per i più pigri che fanno finta di non capire ad ogni numero corrisponde una lettera:

12-34N6-NU89R3-

(11)3RR6(12)(13)3N29-

UN1-(14)9(15)(15)9R1

Le parole sono separate da un trattino (-) e non disponendo di un programma  grafico adeguato ho dovuto racchiuedere tra parentesi i numeri superiori al 9

A la gher com'allaghèr, come dicono i francesi della provincia di Bologna....
La sfida si arricchisce con la partecipazione del bambino che si crede Bruce Lee. Anche lui vuole dire la sua...
postato da: DilloaPepi alle ore 18:46 | Permalink | commenti (22)
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martedì, 20 febbraio 2007
che ancora non porta alcun frutto, a differenza dell'albero dai bei vermigli fior dei ciliegi dei cinesi, che tanto verrà panato e fritto, come è uso. Saltiamo i convenevoli e saltiamo in padella, come dicono i maiali agrodolci, visto che tra l'altro questo, in Cina, è il oro anno. Perchè siano agrodolci è facilmente comprensibile, visto la fine che a loro tocca, appena gli si accenna che è la loro festa. Fenomeno di costume di questi giorni è il carnevale (mi si perdoni la freddura, sul far della primavera).Vi racconto in poche immagini quello di Bologna. In pausa pranzo cammino in piazza 8 Agosto dove sono parcheggiati in doppia fila una decina di carri allegorici, metà dell'Arci di Ozzano, raffiguranti delle persone pensierose,  metà con dei pupazzi guardati con diffidenza anche dai bambini (non c'era neanche un Winnie Pooh nè un Hello Kitty, per dire. Forse per non pagare i diritti d'autore. Il pupazzo più riconoscibile era quello di Supermega Aroldo Tieri, ideale per i bambini nostalgici del teatro di una volta). Prima immagine che mi colpisce è una combriccola di allahakbàr che complotta qualcosa con birre in mano. Il complotto lo si riconosce dal loro caratteristico e fitto vociare riassumibile nelle parole fitte "akmàr akbàr szib szeb" che prima o poi ci spiegheranno cosa vuol dire, magari parlano solo del tempo, ma a prima vista non sembrerebbe. Un po' intristito guardo l'enorme spiegamento delle forze dell'ordine (quasi 20 poliziotti per 10 carri) che volutamente guarda da un'altra parte, fissando con astio un pensionato bolognese morente, pronti a far carica  se il facinoroso dovesse dar segni d'interessamento per una pizzetta di Altero. Malinconico mi allontano dai carri e vengo travolto da una bambina vestita da Arlecchino che al grido "I carri! I carri!" spicca un balzo centrando con precisione maniacale una merda di cane dalla forma talmente raffinata da farmi riflettere sulla paternità della medesima. Quantomono era emanazione diretta della cagnetta della Contessa Ludovica Serbelloni-Ramponi Mazzanti Delle Rovere Urticanti (e fossi nella bambina inserirei nel curriculum l'evento, perchè fa davvero prestigio. Seconda postilla, il nome della padrona finisce a Ramponi, il nome del cane è Mazzanti Delle Rovere Urticanti). E allora per un secondo realizzo che la gioia per la vita non deve mai venir meno, che la festa, anche se non è quella con la F maiuscola, riesce ancora a scaldare i cuori e a regalare un sorriso. Torno in ufficio sorridente e rinfrancato.

Dall'ufficio di fianco s'alza una voce infastidita che chiede "Che cazzo è questo rumore in strada? Non si riesce a lavorare!"

3000 euro di stipendio netto, non ha mai lavorato in vita sua.

Continuiamo a fare festa quindi, se non altro per infastidire chi non ha veramente problemi nella vita ... diamogli qualcosa di cui lamentarsi dalla mattina a sera. Non lasciamolo solo con i suoi 3000 euro mensili netti, perchè non gli danno la felicità, mi sa.



VERSIONE E' TUTTA INTORNO A TE: il Carnevale è un'occasione per gettare la maschera e, in compagnia del cane Mazzanti, aprire i cuori al dì di festa.
postato da: DilloaPepi alle ore 18:54 | Permalink | commenti (5)
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lunedì, 19 febbraio 2007
ma purtroppo mi tocca di scrivere una cosa seria

Voglio scrivere direttamente a te. Che lavori all'EDP (il centro elaborazione dati) della mia azienda e che hai bloccato l'accesso a Splinder, in modo che non posso più collegarmi al mio carodiario dal lavoro. Lo so che, come al processo di Norimberga, ti limiti solo ad eseguire  gli ordini (oltre a questo leggi anche la posta PRIVATA di tutti i dipendenti, ma questo è un processo che deve ancora iniziare). Togliere il collegamento al patrimonio di splinder è un'idiozia di per se stessa, ma ovviamente il tutto viene fatto per aumentare la produttività e tu esegui da virtuoso qual sei. D'altronde mi collegavo massimo 2 volte al giorno per 30 secondi  perchè mi piaceva staccare un attimo e guardare i commenti nuovi. Ora non posso più farlo. Sarebbe un po' come se ti togliessero un minuto dai quarti d'ora delle sedici pause  che TU fai OGNI GIORNO a quel cazzo di distributore di bevande, ridendo come un saggio e corteggiando le ragazze con motteggi, lasciamelo dire, veramenteamente arguti..
Se mai la sorte volesse che tu ti ricollegassi per leggere il mio carodiario e vedere se parlo dell'accaduto voglio solo comunicarti una cosa... io lavoravo all'EDP prima che tu arrivassi.

So esattamente COSA FATE VOI durante il giorno. E ho anche le prove :)
Quindi a presto, spero!<
E dopo la comunicazione di servizio (o disservizio in questo caso) butto sbaciucchi a tutti poichè la vita è bella anche se il mondo è pieno di rompicoglioni.

Approfitto soprattutto per salutare i ciabattini, categoria professionale cui sono affezionato poichè quando ero piccino ero terribilmente affascinato dall'aroma che usciva dalla loro bottega (senza doppi sensi stavolta). Quelli della Paris Berger potrebbero produrre un'aroma al ciabattino. Io ne acquisterei un flacone grande, di quelli da 25 euro e rotti. .
postato da: DilloaPepi alle ore 23:30 | Permalink | commenti (10)
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venerdì, 16 febbraio 2007
-A te mi genufletto, o mio signore dal pene d'ebano

-Signora, guardi che questa è un'edicola!

-Allora mi dia il Corriere della Sera



Inizio perversamente malinteso, adatto a festeggiare l'arrivo della prima...vera pagina che tutti stavamo aspettando gemendo.Veniamo ordunque, come si dice in questi casi. Fino ad oggi sono state volutamente censurate le domande più piccanti dei lettori per far sì che il carodiario diventasse uno spazio adatto alle famiglie, col parental control, tipo quella roba che fa Giletti. Visto che tanto non funziona e non riesco comunque a raggranellare un cece...oggi festa dell'uva! Si aprano le stalle e andiamo a principiare rispondendo in maniera telegra...fica a tutti

Mi scrive Pecasso, da Malaga (Spagna): "sono un pittore di provincia, piccato dalla mancanza di immagini piccanti sul tuo carodiario. Peccato! Cosa dipingo io, che son Pecasso?" <



Che casso ne so, arrangiati un po'



Mi scrive Insaziabile 69, dal comune di Lecco (che adesso fa provincia, lo sapevate?): "Anelo ricevere un cunnilinguo bovino almeno una volta nella vita. E' chiedere troppo?"



Beeeee, francamente sì



Mi scrive Cacaspillo Aldo, dal comune di Travaco' Siccomario (PV) "Anch'io sono un pittore...volevo chiederti... non è che nella risposta di cui sopra  hai confuso gli ovini coi bovini?"



L'importante è che tu non li confonda nuovamente con la tua ragazza, come testimoniano queste fotografie digitali che puoi vedere pubblicate sul mio carodiario



Mi scrive Pecasso, da Malaga (Spagna): "grazie per aver postato immagini piccanti sul tuo carodiario"



Posso dire di aver preso due pittori con una fava.



Mi scrive Secchezza Delle Fauci dal Comune di Strangolagalli (FR): "Ardo di passione da mane a sera, gemo al pensier di Gemma, la mia amante passionale conosciuta sul lavoro, complice il rovesciamento di una bevanda al gusto di latte. Con i seni roventi di desiderio la collega Gemma mi ha detto "E adesso?" "E adesso amiamoci collega, come da circolare bancaria numero 69", le ho risposto io, proprio mentre i nostri corpi ardenti  si sfioravano come due bollitori ricolmi di tisana al frutto della passione. Ha cominciato a baciare lentissimamente la mia pancia scendendo in maniera impercettibile, quasi fosse una lumaca ministeriale, per arrivare finalmente al vertice superiore del mio triangolo scaleno e in quel momento il mio corpo...ma posso continuare col racconto?"



Certo!



Dilloapepi, una risposta per tutti.



E voi, cosa aspettate a chiedere a Dilloapepi?



VERSIONE E' TUTTA INTORNO A TE: versione hard del noto appuntamento col carodiario. Ci si eccita a tratti, come i banchi di nebbia sull'autostrada.....
postato da: DilloaPepi alle ore 22:35 | Permalink | commenti (5)
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giovedì, 15 febbraio 2007
Ti amo, pio Pio! :*
postato da: DilloaPepi alle ore 00:33 | Permalink | commenti (9)
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martedì, 13 febbraio 2007
...fatta con rivoltelle, ma non nel vero senso della parola. "Rivuol terre" fu lo slogan del Medioevo pugnace. "Fate l'amore non fate la mora" fu lo slogan proposto dalle finanziarie nel mitico 68, allorquando si combatteva in nome di una libertà sessuale che sfociasse quantomeno nel 69 (mai si sarebbe anelato un videoriprendere a scuola rapporti orali tramite moderni cellulari) e ci si impegnava allo strenuo per un mondo senza guerra, come nel più classico dei concorsi di Miss Italia. Non avendo vissuto tal epoca posso deriderla generalizzandola ma massimo rispetto (o mag-zimum rez-pect, come dicono i debosciati su MTV) per i fratelli che hanno perso i vestiti combattendo per una giusta causa. Per nulla pertinente sull'argomento viene a lagnarsi con me il giovane Ricky Premi che verga "Ma come non pertinente? Sono senza vestiti anch'io in questo momento! A parte questo la mia vita è un inferno... ho un enorme bisogno di attenzione e mi illudo  sia arrivato il mio momento ogni volta che ascolto le pubblicità dei concorsi, girandomi speranzoso quando odo la frase ..."e tanti ricchi premi". Lo sconforto è totale quando mi avvedo che si tratta del solito malinteso. Vorrei vantarmi del mio nome con gli amici, ma non ho amici, motivo per cui necessito di attenzione. Credo pertanto di stare sprecando un'opportunità. Cosa posso fare a riguardo?".

Carissimo Ricky Premi, ancora una volta non posso far a meno di notare che i deficienti del pianeta si riuniscono in conclave a scadenze periodiche e successivamente postano quesiti in sintonia con questo carodiario. Nel tuo caso non posso che suggerirti di aprire l'elenco telefonico dell'Italia in cerca di una ragazza che si chiami Rassegnazione Serena; solo così potrai trovare consolazione alle tue pene, e forsanco, al tuo pene. D'altronde, chi non desidera Ricky Premi per la sua vita? Invece dell'immobilismo assistenziale che pervade la tua missiva, comportati ordunque da uomo e diventa artefice del tuo destino con Serena Rassegnazione.



VERSIONE E' TUTTA INTORNO A TE: mi scrive Ricky Premi, che viene talora illuso dalle pubblicità dei concorsi. Ne seguono giochi di parole quantomeno stucchevoli.
postato da: DilloaPepi alle ore 19:57 | Permalink | commenti (11)
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domenica, 11 febbraio 2007
...a dire il vero questo filmato è idealmente la continuazione del post precedente. Quantomeno gustoso, quindi da gustarsi...è un tutorial per bambini giapponesi dall'accattivante titolo "How to Poop". Si ringrazia un pulcino per la collaborazione.



postato da: DilloaPepi alle ore 12:16 | Permalink | commenti (12)
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venerdì, 09 febbraio 2007

al sapor di seitan, a elargir proteine meglio di una bistecca. Meglio di una bistecca stocazzo, a sentir me. Ma è la nuova frontiera della cucina, e tutti dubiamo munirci di passaporto. Munch! Munch! Fa quegli un tempo ghiotto delle pastafrolle. Togli mano alle pastafrolle o sarai out, poichè non esplori i nuovi orizzonti culinari (e un giorno mi prometto di discettare sulla differenza tra l'Arte Culinaria e l'Arte Culi in Aria) ! Ecco che ci scrive Gustavo La Chicca, neanche a farlo apposta, puntuale sull'argomento: "Buonasera egregio Pepi. L'altra sera col Dodi, il Giangi e la Berta siamo andati al nuovo vistovante (scusa, ogni tanto mi esce la erre moscia anche nello scrivere) africano Carestia per una serata etnica. Volevo consigliare a tutti questo locale perchè è vevamente tipico: si mangia seduti a terra e con le mani, la temperatura è altissima e non viene servita acqua, se non maledorante. Per 30 euro si può avere come supplemento una manciata di cavallette direttamente in faccia. Nella lista delle malattie c'era la possibilità di contrarre l'Aids per soli 250 euro, e io e la mia compagnia non abbiamo saputo vesisteve, perchè è una ben misera cifra al cospetto dell'importanza sociale della malattia. Ho quindi deciso che adoro la cucina africana e volevo sapere: anche tu ne sei ghiotto?"


Carissimo Gustavo, capisco l'imperfetto implicito nel tuo nome. Proprio l'altra sera, quando alla veneranda età di 31 anni provavo per la prima volta la cucina giapponese, mi spingevo in riflessioni similiari. E' buonissima, si sente dire. A Londra è impareggiabile, si sentono echi dell'esperto viaggiatore. Ho speso quel che ho speso, ma diciamoci la verità, quando si ha un carodiario vuol dire che si guadagna bene e ce lo si può permettere. Per alcuni aspetti mi è sembrato di mangiare riso in bianco e pesce crudo. Buono eh? Che poi tra l'altro la mamma ha educato che non si butta via niente! Ho mangiato tutto e alla fine posso rispondere alla tua domanda con un'altra domanda. Ma quanto cazzo andrà fuori di testa un giapponese quando assaggia la cucina italiana che tra l'altro siamo così ingegnosi da usare anche il fuoco e costa non dico la metà, ma addirittura di meno con una miriade di sapori in più? Provinciale, direte voi. E maledettamente fiero di esserlo :P

   

VERSIONE E' TUTTA INTORNO A TE: mi scrive Gustavo La Chicca, che ha provato un ristorante africano. Ne nasce una battaglia di cibo di dimensioni mondiali

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categoria:ristorante
mercoledì, 07 febbraio 2007
proprio poco prima di entrare nella spirale dello spirare. E' iniquo, dice il lavorator vessato. Fa parte del gioco, dice Antonio Matarrese dopo aver avversato l'anzianità contributiva vita natural durante.

Bisogna riformare il sistema, dicono i politici terrorizzati dall'insostenibilità del rapporto contributi/emolumenti e dopo, con lo stomaco chiuso dalla preoccupazione, si recano al ristorante dove, seppur a gratis, non riescono a ingurgitare neanche il secondo astice. Augurando ai nostri politici il meglio dalla vita vado a chiosare questa breve paginetta con un referendum tra i lettori, che vede partire la bella iniziativa "Una frase che ci unisce per la vita". Chiedo a tutti di proporre una frase che possa finalmente essere terreno comune per qualunque conversazione, sulla quale in pratica tutti concordino e possano così gettare le basi per una serena convivenza.

Io propongo "Piuttosto che andare in affitto, è meglio fare un mutuo! Paghi sempre le rate ogni mese, ma almeno hai la casa di proprietà! E' tua!" - frase tannica e fruttata al palato, da abbinare ad amabili discettazioni in ascensore ma che si sposa soprattutto in ogni contesto in cui si vuole dire qualcosa perchè il silenzio pesa come un macigno. Ma macilento cigno lento, ti pavoneggi proprio dinanzi a un pavone? (chiusura quantomeno manierista, questa volta).
postato da: DilloaPepi alle ore 19:17 | Permalink | commenti (9)
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