Sono affermazioni che interpreto come lesive della mia dignità, affermazioni che per l´età, il ruolo politico e sociale, il contesto familiare (due figli da un primo matrimonio e tre figli dal secondo) della persona da cui provengono, non possono essere ridotte a scherzose esternazioni. A mio marito ed all´uomo pubblico chiedo quindi pubbliche scuse, non avendone ricevute privatamente, e con l´occasione chiedo anche se, come il personaggio di Catherine Dunne, debba considerarmi "La metà di niente". Nel corso del rapporto con mio marito ho scelto di non lasciare spazio al conflitto coniugale, anche quando i suoi comportamenti ne hanno creato i presupposti. Questo per vari motivi: per la serietà e la convinzione con la quale mi sono accostata a un progetto familiare stabile, per la consapevolezza che, in parallelo alla modifica di alcuni equilibri di coppia che il tempo produce, è cresciuta la dimensione pubblica di mio marito, circostanza che ritengo debba incidere sulle scelte individuali, anche con il ridimensionamento, ove necessario, dei desideri personali. Ho sempre considerato le conseguenze che le mie eventuali prese di posizione avrebbero potuto generare a carico di mio marito nella sua dimensione extra familiare e le ricadute che avrebbero potuto esserci sui miei figli.
Questa linea di condotta incontra un unico limite, la mia dignità di donna che deve costituire anche un esempio per i propri figli, diverso in ragione della loro età e del loro sesso. Oggi nei confronti delle mie figlie femmine, ormai adulte, l´esempio di donna capace di tutelare la propria dignità nei rapporti con gli uomini assume un´importanza particolarmente pregnante, almeno tanto quanto l´esempio di madre capace di amore materno che mi dicono rappresento per loro; la difesa della mia dignità di donna ritengo possa aiutare mio figlio maschio a non dimenticare mai di porre tra i suoi valori fondamentali il rispetto per le donne, così che egli possa instaurare con loro rapporti sempre sani ed equilibrati.
RingraziandoLa per avermi consentito attraverso questo spazio di esprimere il mio pensiero, La saluto cordialmente"
Cara Veronica B., che ansia mi ha messo la tua lettera! Tuttavia la pubblico! Il mio spazio è infatti anche destinato alle disperazioni giovanili legate alle prime cottarelle verso uomini politici di una certa statura (e mi si ammicchi all'udire il doppio senso) ed è mio dovere darne diffusione senza alterigia. Apprendo con disdoro dei sacrificizi di cui è costernato il tuo matrimonio, dei sacri figli a cui splendida madre sei devota, dei sacri vizi cui hai rinunziato nell'irtoso tuo percorso verso la virtuosa cima dell'esser donna nel suo tempo. Sei pertanto donna portento dieci cento volte mille più di tutte le altre e io voglio essere donna con te, come diceva la cantante lì,ora non ricordo quale, una di quelle che strillano comunque. Ti addito come esempio per tutte le altre donne che hanno una vita molto più agiata della tua, hanno degli uomini molto meno illustri, vivono senza stipendio nel miraggio di un viaggio a Cesenatico, che poi non arriva, sentendosi come il personaggio di Proscien Marcel "La metà di un pirla". Donne meno donne di te, prive della tua immensa classe che ti ha permesso di eccellere nella riservatezza e nella difesa del presidio matrimoniale, unico baluastro educazionale per una corretta crescita dei figli, che invece le altre mamme li lasciano a pascolare e brucare l'erba e speriamo che non si pungono con le siringe dei drugà. Mi ha commosso la tua sincerità, la tua capacità di aprire il cuore all'ardita ipotesi che al tuo illustre compagno piaccia la figa, soprattutto quella giovane. Mi hai straziato per quanto sei ricolma di amore materno e di come legittimamente richiedi pubbliche scuse, quasi ferita dal controllore del bus cui contesti un'obliterazione inesatta, esclusivamente dovuta al malfunzionamento delle macchinette. Solo una cosa stona un po' nella liricità mozzafiato dei tuoi versi, esempio immortale che d'oggi in avanti sostituirà quella menate delle lettere a Jacopo Ortis e te la voglio dire in chiusura di questa mia breve risposta. Ma ti rendi conto che in questo contesto di disperazione parli di "cena di gala dei Telegatti"? Io non ci volevo mica credere , quando ho letto "Telegatti".
p.s.: pur apprezzando la tua missiva non posso infine non farti notare che non mi hai posto neanche un quesito, quindi penso di farti cosa gradita girando il tutto ai giornali di maggior diffusione. Ma sarai mica Veronica Berlusconi?
VERSIONE E' TUTTA INTORNO A TE: mi scrive Veronica B., che si è invaghita di un illustre uomo politico. Vivace la discussione che animano le di lei parole





